Una nuova perizia per fare luce sulle cause della morte della piccola Vittoria Murianni, deceduta a soli tre anni a febbraio scorso nell'ospedale Santissima Annunziata di Taranto.

Lo ha stabilito il gip Francesco Maccagnano accogliendo la richiesta di incidente probatorio avanzata del pm Paola Francesca Ranieri dopo la consulenza presentata dai genitori della bambina assistiti dall'avvocato Roberto Eustachio Sisto.

Gli esperti scelti dalla Procura, infatti, avevano inizialmente stabilito al termine dell'autopsia che il decesso di Vittoria fosse «da ricondurre ad un evento improvviso» per il quale non avevano alcuna responsabilità i medici che l'avevano avuta in cura. Nelle 98 pagine a firma di Luigi Cipolloni, docente di Medicina Legale, Alessandro Inserra docente di Chirurgia Pediatrica presso l’università di Roma Tor Vergata e Massimo Delfino, specialista in Malattie Infettive e Medicina Interna dell’Università degli Studi di Foggia, gli esperti nominati dal pubblico ministero Francesco Ciardo hanno stabilito che il decesso della bambina è da ricondurre a una problematica di natura cardiaca per la quale sono da ritenere «causalmente estranee le condotte sanitarie poste in essere presso il nosocomio di Taranto».

Nel documento, inoltre, i tre medici hanno evidenziato che il decesso della piccola deve ritenersi a un evento non prevedibile, ma non solo. I consulenti hanno spiegato che nel corso dell'esame autoptico non sono stati individuati segni che possano collegare la morte a «eventuali complicanze della patologia infettiva» per la quale la piccola era stata ricoverata.